perché mettersi in viaggio?

Le nostre case editrici hanno attraversato gli ultimi decenni di editoria, di storia, di vita. E se hanno potuto farlo è perché, al di là della passione di chi sceglie confeziona, traduce, edita, illustra, produce, distribuisce i nostri libri ci sono centinaia, forse migliaia di altri appassionati che hanno deciso di vivere di, per e con i libri. E hanno aiutato i nostri sogni di carta ad arrivare nelle case, sui comodini, nelle valigie, sugli scaffali, nella memoria e nella vita di tanti, tantissimi lettori.

bucher009_1024x768.jpgParliamo dei librai e delle libraie di tutt’Italia che da quando abbiamo iniziato a fare gli editori (Iperborea nel 1987, minimum fax nel 1994) hanno mostrato curiosità e interesse nei nostri progetti, e hanno fatto fare ai nostri libri “l’ultimo chilometro”, quello decisivo.

Con questo pensiero in mente, qualche anno fa ci siamo messi in viaggio, decidendo di tenere sempre un piccolo bagaglio accanto alla porta di casa, per essere pronti in ogni momento a proseguire il nostro tragitto. Idealmente vorremmo riuscire a conoscere tutti i librai d’Italia. È un progetto forse folle e ambizioso, e stiamo un po’ alla volta ricostruendo il puzzle geografico, visitando ogni tanto una città o una zona, con l’obiettivo di riuscire entro breve tempo a toccare almeno una volta tutte le venti regioni, e magari con qualche anno a disposizione tutte le cento province.

Arrivati al terzo anno di tour, abbiamo poi pensato di iniziare a tenere questo diario di viaggio, per condividere con lettori, curiosi, amici e sconosciuti le impressioni del nostro girovagare. Un modo anomalo e originale di conoscere la storia e le storie del nostro paese, le facce di chi almeno qualche minuto al giorno (nell’atto di suggerire, indicare, vendere un nostro libro) sta indossando la stessa casacca della nostra squadra.

In un momento di crisi è anche un segnale che vogliamo dare al mercato, e ai librai di tutt’Italia, indipendentemente da misura, foggia, formato, specializzazione dei loro negozi, che siano librai di catena e indipendenti, imprenditori o impiegati, nei centri storici o in periferia. Vogliamo dirgli che è bello lavorare insieme, che stando vicini e scambiandoci idee, ragionando e inventandoci nuovi progetti la crisi può essere allontanata e superata.

Perché il nostro è un lavoro di passione (se volete, metteteci un doppio senso in quest’espressione) e la nostra è una vita fatta di relazioni.

Fino a qualche anno fa per noi le librerie erano un codice, magari un fatturato, o un numero di copie vendute (o rese). Oggi conosciamo le facce, le storie, le case, i gusti, i tic, i desideri di tanti amici librai. E ci sentiamo più ricchi.

On the road again.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: