#Venezia, libreria Marco Polo

17 Mar

Il libraio Claudio Moretti sembra la personificazione del più citato verso di John Donne, e sì che vive e lavora a Venezia. La giornata passata in sua compagnia servirà a chiarire cosa intendiamo.

IMG_8957Avevamo deciso di andare all’inaugurazione della mostra-concorso Arte Laguna, e così abbiamo fatto sapere a Claudio che di lì a poco avremmo colto l’occasione per andarlo a trovare. Nel giro di soli cinque giorni è riuscito a organizzare, in un orario un po’ improbabile e per di più nel suo abituale giorno di chiusura, un incontro-conversazione su temi sempre attuali del mondo editoriale (il prezzo e il valore dei libri, come affrontare in maniera creativa la crisi, cosa significa davvero oggi essere “indipendenti”) e siamo rimasti felicemente stupiti quando abbiamo visto raccogliersi negli angusti spazi creativi della Marco Polo una trentina di persone curiose, interessate, desiderose di partecipare, ascoltare, argomentare e condividere i propri punti di vista. Senza saperlo, era già una prima, efficace risposta ad alcuni degli interrogativi su cui eravamo chiamati a confrontarci.

Nell’epoca in cui ascoltiamo con sempre maggior frequenza pessimistici e a volte oziosi discorsi sull’effetto negativo dei social network sulla reale socialità, questa libreria di Cannaregio ha dato dimostrazione di saper creativamente divenire punto d’incontro nella città. Qui davvero nessun lettore è un’isola. Alla Marco Polo vengono – per incontrarsi! e comprare libri! – non solo gli appassionati di libri e letteratura, ma gli amanti della fotografia (i laboratori tenuti da Marc De Tollenaere sono un appuntamento fisso ormai da diversi anni) e quelli col pallino della musica (c’è anche un corso di armonica, tenuto da Paolo Ganz); la libreria ospita due volte al mese gli incontri dell’associazione Donne di Carta; è una sorta di nirvana per chiunque voglia scandagliare gli scaffali degli «introvabili» (circa metà della superficie è destinata all’usato, sia in italiano che in lingua, con largo spazio alla narrativa angloamericana, ma con alcuni scaffali di libri tedeschi e francesi); ed è perfino punto di consegna per i prodotti biologici di un’azienda agricola locale. Non a caso, il libraio ha dichiarato (forse con un certo intento polemico, o forse semplicemente con giusto spirito d’osservazione): «Una piccola libreria indipendente ha più tratti in comune con una piccola azienda agricola biologica che con una libreria di catena. Un libraio indipendente e un agricoltore biologico non possono competere sul prezzo, non ne hanno la capacità né finanziaria né di dimensione; fanno fatica a dimostrare a parole la differenza fra acquistare da loro e dalla grande distribuzione, bisogna che la gente lo provi di persona; si occupano entrambi di alimenti sani, per la mente e per il corpo».

La sua libreria-orto è molto selettiva. Del resto, sul sito della Marco Polo, in maniera laconicamente diretta la pagina «Chi siamo» afferma: «Data la quantità di titoli che annualmente vengono pubblicati in Italia, è impossibile per una piccola libreria indipendente avere tutte le novità. Abbiamo deciso quindi di tenere solo quello che ci piace». Segue l’elenco di appena una decina di marchi editoriali indipendenti, i prescelti da Claudio per il suo felice «esperimento».marcopolo

È domenica mattina, e Claudio ha allestito su una cassapanca all’ingresso del negozio una bella colazione rifocillante: un termos pieno di caffè, del latte, due belle torte di mele già affettate e, per i più avventurosi, due bottiglie di vino bianco e dei taralli.

Il pubblico è costituito da un meraviglioso mix di interessi e vicende personali – come dev’essere ogni pubblico, del resto, ma qui c’era molta voglia di raccontarsi, e così abbiamo potuto scoprire chi avevamo di fronte: (tra gli altri) uno studente di cinese che ci consiglia la pubblicazione di un romanzo contemporaneo introvabile; un produttore cinematografico romano con la passione per la poesia; il direttore artistico di un teatro di ricerca; un ex libraio californiano che ora vive a Venezia e fa lo scrittore; un ex libraio veneziano – animatore della gloriosa Patagonia – che ora vive di organizzazione di eventi; uno studente (anche lui americano) che vive e studia in Italia e vorrebbe tradurre la nostra narrativa per il mercato statunitense; e così via.

La mattinata inizia commentando le pagine culturali dei quotidiani e degli inserti culturali domenicali: è bastata un’occhiata alle classifiche di vendita per immaginare che non saremmo sfuggiti a una riflessione su cause ed effetti del lancio della collana a 0,99 euro. E un articolo che riportava gli sconfortanti dati presentati dall’Istat sul disastroso stato della lettura in Italia (oltre il 50% della popolazione dichiara di non aver letto nemmeno un libro negli ultimi dodici mesi) ci ha costretti a dibattere sul (o dibatterci nel?) significato stesso dei nostri mestieri: editori, librai in un paese dove sembriamo essere superflui. Avevamo programmato di parlare poco più di mezz’ora ma le sollecitazioni, le domande, gli spunti del pubblico sono stati così tanti che senza rendercene conto si è fatta l’ora di pranzo.

ricetta-polenta-facile-08Il vivace scambio di opinioni e considerazioni è proseguito ancora di fronte al piccolo buffet dove, data l’ora, si è passati decisamente ai proverbiali tarallucci e vino, per concludere la mattinata in armonia. A seguire, Claudio ci ha portato a mangiare in un ristorante in cui sembra essere di casa e dove, assaporando polenta con (pietanza per noi inedita) salame cotto nell’aceto balsamico e un’ottima grigliata mista di pesce, abbiamo ascoltato il suo nuovo progetto. È un po’ folle e proprio per questo ci conquista: vuole aprire entro l’anno una nuova libreria, con una metratura molto più grande dell’attuale, che permetta un’ulteriore investimento sull’offerta formativa; ospiterà sempre marchi indipendenti, riuscendo però ad allungare la lista degli editori selezionati. I capitali per partire? Ovviamente non ci sono, ma Claudio ha in mente una forma di finanziamento partecipativo (crowdfunding), ed è così convinto da risultare convincente. Noi siamo già qui che brindiamo alla nuova Marco Polo!

Non possiamo che fargli i nostri più sinceri auguri, certi che la prossima volta ci vedremo nella nuova sede. Un’isola in più nell’arcipelago di meravigliose librerie di cui stiamo disegnando la mappa con i nostri viaggi in giro per l’Italia.

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