#Piemonte – Tappa 2: Pinerolo

13 Feb

TAPPA 3, 13 FEBBRAIO 2013

La strada per Pinerolo è più lunga del previsto. Abbiamo notato che questa è una cifra ricorrente dei nostri tour. O sottovalutiamo le dimensioni del nostro paese o sopravvalutiamo le prestazioni della Panda, l’auto più comprata dagli italiani. Visto che gli italiani, tranne quando si parla di politica, difficilmente li fai fessi, propendiamo per la prima ipotesi. In questo caso, poi, procediamo verso Ovest, esattamente verso il tramonto, e la luce bassa e accecante che si riverbera sul parabrezza e sulle Alpi in lontananza sconsiglia la guida sportiva e incoraggia a indossare occhiali da sole e godersi il viaggio. La radio potrebbe proporci benissimo “Sunset” di Fatboy Slim, “Holiday in the Sun” dei Sex Pistols, o “Go West” dei Pet Shop Boys. Invece è da un po’ che gracchia cose incomprensibili e perdiamo tutte le frequenze. Optiamo per il silenzio, e poi il tour è ancora all’inizio, non ci vediamo da un po’ e ci sono un sacco di cose su cui aggiornarci. E così, col sole negli occhi, impossibilitati a leggere i cartelli stradali se non quando ormai la scelta è compiuta, ci facciamo guidare dalla sagoma svettante del Monviso e arriviamo a Pinerolo, ricca cittadina di oltre 30mila abitanti a 37 km da Torino in direzione Sestrière: siamo in piena zona valdese, una delle aree d’Italia dove si legge di più, pro capite.

pinerolo

Ovviamente siamo in ritardo ma Marco Vola non si scompone, tanto non è rimasto con le mani in mano nel frattempo. Probabilmente non ne è capace. Ci accoglie con brusca ed energica gentilezza piemontese, di cui sembra un grande esemplare. La Libreria Volare è in corso Torino, appena fuori dalle vecchie mura (che ormai non ci sono più). Si estende per svariate vetrine e una volta dentro è bello perdersi nelle diverse stanze del pian terreno e del primo piano. Da qualche mese la libreria ospita anche un accogliente bar, che serve torte cucinate in casa esclusivamente con prodotti bio, una ricca selezione di tè, ottimi vini e altre prelibatezze locali a prezzi più che accettabili. A noi comunque viene impedito di tirar fuori il portafogli. Più avanti, verso l’uscita, c’è un reparto cd, prima fiore all’occhiello della libreria e ora piuttosto ridotto all’osso. “Non se ne vendono proprio più. Chissà se i libri faranno la stessa fine?”, dice Marco Vola, ma non sembra crederci più di tanto.

Da una porta laterale si accede al magazzino, molto piccolo viste le dimensioni della libreria – “serve solo per le rese” – dove lavora alacremente Gabriele, figlio di Marco, che da pochi mesi è tornato “in famiglia” dopo aver frequentato il corso della Scuola Librai Mauri, e aver lavorato più di un anno nella libreria Ambasciatori di Bologna, ammiraglia e fiore all’occhiello della catena di librerie Coop, aperta pochi anni fa sotto la guida di Romano Montroni, senza dubbio il libraio più famoso d’Italia.

Di età sommariamente collocabile tra i cinquanta e i sessanta, Marco Vola è stato un direttore marketing di grandi aziende italiane e straniere, tra cui l’orgoglio piemontese, la Ferrero, prima di tornare a casa a Pinerolo e aprire nel 1997 la libreria Volare. È un uomo diretto e deciso, di quelli che hanno un’idea molto precisa di tutti gli aspetti del loro lavoro, sanno di cosa c’è bisogno e sanno anche come ottenerlo. È appassionato di maratona: tra gli altri ha attraversato di corsa il Sahara, il Gobi… e perfino l’Antartide. Stringendogli la mano la cosa non ci stupisce più di tanto.

I locali della libreria sono impeccabili, tutto è pulito e ordinato, le vetrine sempre aggiornate con le ultime novità. La narrativa, oltre alla divisione per generi (thriller, fantascienza, adolescenti) non è disposta né per collana né in ordine alfabetico per autore, ma per area geografica, una scelta non convenzionale per le librerie italiane, più vicina alla tradizione francese. Sarà la vicinanza al confine? Ci dimentichiamo di chiederlo. Una vetrina è dedicata ai libri Iperborea, SUR e minimum fax, e un cartello annuncia il nostro incontro. Rileggere il titolo ci ricorda che a breve dovremo trovare la lucidità per parlare due ore sperando di dire qualcosa di sensato “sul presente e sul futuro del libro”.

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Alle 18.10 si comincia. Marco Vola è un fiume in piena e butta sul tavolo tutti i temi più caldi del momento nel nostro settore. Crisi, e-book, librerie indipendenti, store online tipo Amazon, legge per la promozione del libro e della lettura, come si evolve il mestiere dell’editore quando è così facile pubblicarsi da soli, la gente troverà ancora il tempo di leggere romanzi in epoca di social network? Nella sala ci sono una trentina di persone, di età che varia dai venticinque ai settantacinque. A turno cerchiamo di rispondere ai vari quesiti posti dal nostro ospite, ma ben presto la discussione si apre a tutti i presenti e siamo felici di non esser più costretti a parlare ex cathedra, ma di conversare piacevolmente su temi che ci appassionano con un uditorio molto preparato e vivace.

Marco Vola svolge benissimo il ruolo di moderatore e conosce tutti per nome e dà la parola a ognuno mentre gli altri aspettano con pazienza il loro turno. Ci accorgiamo che uno degli argomenti più gettonati è il libro digitale. Cosa succederà? ci chiedono. Difficile fare previsioni, preferiamo fare un sondaggio tra i presenti. A sorpresa, oltre a un tecnico informatico che ormai i libri cartacei non li compra più, l’unica vera fanatica dell’e-book è un’elegante signora dai capelli argentati, che da quando le è stato regalato un Kindle per Natale ne parla con il fervore di una nativa digitale. I motivi? Risolti i problemi di vista potendo ingrandire i caratteri a volontà, superato anche ogni impedimento lessicale grazie al vocabolario installato dell’e-reader, ma soprattutto, questa la vera rivoluzione del digitale, zittito il marito che brontola per via della lampada accesa sul comodino prima di addormentarsi grazie alla retroilluminazione.

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Alla Volare il tempo vola, e ci accorgiamo che sono le otto passate e la gente deve tornare a casa. Ci fermiamo nella libreria aperta straordinariamente per un aperitivo rifocillante con i librai e i più tiratardi fra i clienti, e poi a cena con Marco e la moglie Gina, insegnante alle elementari e collaboratrice attiva della libreria, che si occupa di arricchire la proposta culturale con cicli di incontri su temi che hanno suscitato vivo interesse nella comunità locale: dalla letteratura femminile al dibattito sulla scuola pubblica fino alla “democrazia sostenibile”. Mangiamo un’ottima pizza, che i librai annaffiano con boccali di birra e noi editori dividendoci un rosso locale. Si parla di libri, ovviamente, ma poi si continua ancora sui temi dell’incontro. Marco è preoccupato per il futuro: non tanto per la crisi, ma per il digitale.

Cerchiamo di tranquillizzarlo. La sua, in fondo, è molto più di una libreria. È luogo di ritrovo e di scambio, un fulcro della vita culturale di Pinerolo. Alla Volare si va per incontrare autori di passaggio, per discutere delle elezioni in arrivo, per trovare non solo libri ma atmosfera e idee. Se c’è una cosa su cui siamo pronti a scommettere è che, crisi o ripresa, e-book o cartaceo, cambiamento delle abitudini di lettura sì o no, finché nei nostri giri incontreremo gente come Marco Vola le librerie esisteranno per sempre e il nostro mestiere sarà al sicuro. Con questo pensiero positivo e con il sapore dell’ultima grappa locale andiamo a letto nelle stanze dei figli ormai volati via dal nido. L’indomani ci aspetta un giorno lungo.

https://vine.co/v/brzg3mVLHwl

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